mercoledì 12 dicembre 2018

Via Raffaello , automobilista rapinato di notte: forse esploso un colpo di pistola




Ancor un fatto di criminalità a Sant'Elia. Ed ancora una volta accade nella zona di Piazza Raffaello. Sempre perplessi sul totale immobilismo da parte delle due Parrocchie del Quartiere rispetto a questi accadimenti che dimostrano il totale vuoto valoriale e la immoralità dilagante fra i giovani -e meno giovani- che il Vescovo e la Chiesa affida loro, riportiamo integralmente l'articolo di Brindisi Report: 


Automobilista rapinato in città: forse esploso un colpo di pis
Lo hanno bloccato e sotto la minaccia delle armi, forse dopo aver esploso un colpo a scopo intimidatorio, lo hanno costretto a uscire dall’auto. Un uomo alla guida di un’Audi A4 station Wagon ha subito una rapina la scorsa notte (fra martedì 11 e mercoledì 12 dicembre) in via Raffaello, al rione Sant’Elia. L’episodio si è verificato intorno all’1.
L’uomo, residente a Ostuni, ha rallentato per la presenza di alcuni transenne. A quel punto due persone con volto coperto da passamontagna hanno aperto lo sportello e lo hanno fatto scendere dall’auto. Poi si sono impossessati della macchina e sono fuggiti. In quei concitati momenti, pare che un bandito armato di pistola abbia esploso un colpo.
La dinamica dei fatti è al vaglio del poliziotti della Sezione volanti della questura di Brindisi al comando del vicequestore Vincenzo Maruzzella, recatisi sul posto per i rilievi del caso, su richiesta dell’automobilista. Le forze dell’ordine acquisiranno le immagini riprese dalle telecamere della zona. Il timore è che l’auto di grossa cilindrata possa essere impiegata in altre azioni delittuose. 



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martedì 20 novembre 2018

Rifiutiamo di pagare il canone a chi insulta i nostri padri come Angela ...





Le parole di Silvana De Mari sono chiare ed eloquenti. Per conoscere meglio la vicenda di cui parla CLICCA QUI 

giovedì 15 novembre 2018

TENTATO OMICIDIO IN PIAZZA RAFFAELLO - Una riflessione

Nella tarda serata di Domenica 11 Novembre alcuni colpi di arma da fuoco hanno colpito un giovane nei pressi di Piazza Raffaello. La vittima dell'agguato ha riportato la frattura della mandibola. Un episodio (clicca qui per i dettagli)  che così viene commentato da una santeliese: 



Tentato omicidio in piazza: giovane raggiunto al mento da colpi di arma da fuoco
Vivo da oltre quarant'anni nel quartiere Sant'Elia e di queste notizie ne ho purtroppo ascoltate tantissime , eppure ogni volta è una ferita forte al cuore ! Sono le strade che frequentiamo e soprattutto la gente che abitualmente incontriamo, nei negozi, nelle piazze,nei vicoli, negli autobus di linea, nelle scuole, nelle parrocchie, (sono infatti due le parrocchie nel quartiere)! 

Amo il mio quartiere, la sua gente. . . avevo nove anni quando con la mia famiglia ci trasferimmo dal centro storico a Sant’Elia. Penso alle due grandi Agenzie educative presenti nel quartiere: 1) la Scuola (con i suoi tre gradi: Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado), frequentata da centinaia di ragazzi e rispettivi genitori, 2) le due Parrocchie , frequentate da centinaia di famiglie. Entrambe le “Agenzie” dovrebbero lavorare insieme , collaborare tra loro per gli stessi obbiettivi : educare alla Legalità, al Rispetto degli altri , all’ Amore verso tutti, alla Generosità reciproca, alla Pace !

Quanti “Progetti" sulla “carta”, riconosciuti dallo Stato, con tanto di approvazione; Quanti “Incontri" ufficiali con Assessori e sindaci; Quante “Cene di Beneficenze" ecc. . . Ma chi sa parlare davvero al CUORE dei RAGAZZI e alle loro FAMIGLIE ? Il segreto è saper parlare al loro cuore dei ragazzi, ogni giorno , nelle aule scolastiche , ogni domenica tra i banchi delle chiese , nelle aule parrocchiali ! ! ! Impariamo a parlare , con amore, al cuore dei ragazzi, non dall’ “alto di una cattedra” , ma da un cuore “chinato" verso di loro, per un servizio vero e sincero ! ! ! Sono insegnante da 31 anni e di ragazzi me ne intendo.



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martedì 16 ottobre 2018

le due Parrocchie di Sant'Elia unite nel Cuore di Gesù

Oggi, 16 Ottobre, memoria liturgica di Santa Margherita Maria Alacoque, le due comunità parrocchiali del Quartiere si ritrovano per l'ennesima volta: il motivo dell'unione odierna è proprio la festa della santa francese che, destinataria e depositaria di importantissime rivelazioni del Signore Gesù, è stata la scintilla dell'autentica devozione al Sacro Cuore successivamente propagata attraverso l'Apostolato della Preghiera (ADP)

E proprio i due gruppi dell'ADP oggi, nel festeggiare la grande mistica, celebrano l'unità delle due parrocchie santeliesi. Il ritrovo è presso la chiesa "Cristo Salvatore" alle 18 per il Santo Rosario ed alle 18.30 la Celebrazione Eucaristica. 


Di seguito riportiamo la comunicazione ufficiale dell'evento: 

Le due parrocchie del quartiere unite questa sera per la Festa di Santa Margherita M. Alacoque

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Ci ritroveremo insieme come parrocchie del quartiere nella serata di oggi Martedì 16 ottobre per la FESTA DI SANTA MARGHERITA M. ALACOQUE presso la Parrocchia Cristo Salvatore secondo il seguente programma:
Ore 18,00 S. Rosario
Ore 18,30 S. Messa con la presenza dell’Apostolato della preghiera
La memoria di Santa Margherita Maria Alacoque, francese, è legata alla diffusione della devozione del Sacro Cuore, una devozione tipica dei tempi moderni, e promossa infatti soltanto tre secoli fa, quando soffiò sulla Francia il vento gelido del Giansenismo, foriero della tormenta dell’Illuminismo.
All’origine della devozione al Cuore di Gesù si trovano due grandi Santi: Giovanni Eudes e Margherita Maria Alacoque. Del primo abbiamo già parlato il 19 agosto. dicendo come questo moschettiere dell’amore di Gesù e Maria fosse il primo e più fervido propagatore del nuovo culto.
Santa Margherita Maria Alacoque, da parte sua, fu colei che rivelò in tutta la loro mirabile profondità i doni d’amore dei cuore di Gesù, traendone grazie strepitose per la propria santità, e la promessa che i soprannaturali carismi sarebbero stati estesi a tutti i devoti del Sacro Cuore.
Nata in Borgogna nel 1647, Margherita ebbe una giovinezza difficile, soprattutto perché non le fu facile sottrarsi all’affetto dei genitori, e alle loro ambizioni mondane per la figlia, ed entrare, a ventiquattro anni, neII’Ordine della Visitazione, fondato da San Francesco di Sales. Margherita, diventata suor Maria, restò vent’anni tra le Visitandine, e fin dall’inizio si offrì ” vittima al Cuore di Gesù “. In cambio ricevette grazie straordinarie, come fuor dell’ordinario furono le sue continue penitenze e mortificazioni sopportate con dolorosa gioia. Fu incompresa dalle consorelle, malgiudicata dai Superiori. Anche i direttori spirituali dapprima diffidarono di lei, giudicandola una fanatica visionaria. ” Ha bisogno di minestra “, dicevano, non per scherno, ma per troppo umana prudenza.
Ci voleva un Santo, per avvertire il rombo della santità. E fu il Beato Claudio La Colombière, che divenne preziosa e autorevole guida della mistica suora della Visitazione, ordinandole di narrare, nella Autobiografia, le sue esperienze ascetiche, rendendo pubbliche le rivelazioni da lei avute.
“Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini”, le venne detto un giorno, nel rapimento di una visione: una frase restata quale luminoso motto della devozione al Sacro Cuore. E poi, le promesse: “Il mio cuore si dilaterà per spandere con abbondanza i frutti del suo amore su quelli che mi onorano”. E ancora: “I preziosi tesori che a te discopro, contengono le grazie santificanti per trarre gli uomini dall’abisso di perdizione”.
Per ispirazione della Santa, nacque così la festa del Sacro Cuore, ed ebbe origine la pratica pia dei primi Nove Venerdì del mese. Vinta la diffidenza, abbattuta l’ostilità, scossa la indifferenza, si diffuse nel mondo la devozione a quel Cuore che a Santa Margherita Alacoque era apparso “su di un trono di fiamme, raggiante come sole, con la piaga adorabile, circondato di spine e sormontato da una croce”. E’ l’immagine che appare ancora in tante case, e che ancora protegge, in tutto il mondo, le famiglie cristiane.